Siamo quasi tre soli a questo mondo
Se il mattino si aggiunge ai due respiri
Nella stanza che manca di persiane.
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sotto_fasi_lunariDire tutto, in tre righe: fatto. Resta solo la voglia di immaginare la scena, e ci si chiede chi sia lei, e che cosa ci facciano insieme, o forse me lo chiedo io perché la curiosità è donna. E Giorgio Casali, l’autore di questo libro, pare se ne intenda, mentre fonde la materia femminile e materia lunare, annodandole bene a modo come vuole la meglio tradizione popolare. Le parole sono talmente evidenti che quasi vi è un’ansia di onestà e chiarezza, che utilizza per rivelare mille peccati e nemmeno un peccatore, fedele tanto ai segreti profani quanto a Dio. Un confessionale – a Giorgio piacerebbe certamente uno di quelli vecchi, in legno – di consuetudini passionali, scoperte e consumate tra le pieghe dell’anima e della carne. Ritualità e anticonformismo convivono senza scalfire la personalità precisa di Casali che rivela ritagli netti di paesaggi e pulsioni.
La sua è una spiritualità di strada (di tangenziale, veramente), di chi gode della vista di cose in transito, con il semaforo rosso come pretesto per ritardare il ritorno a casa; di chi in macchina a volte ci dorme, di sedili e poggiatesta macchine piegati sotto l’effetto soporifero di una notte non proprio giovane, “regolati su frequenza sogno in stereo”.
Il navigatore con satellite lunare tratteggia una mappa di sensazioni già e non ancora consumate e di desideri impertinenti confessati su carta, come lettere a Babbo Natale: “Voglio […] essere colto di sorpresa / appena passata la curva in salita / spiarti dietro i rami del cipresso / scaldarti con il fumo della mia preghiera”. Bambino nella ricerca del nuovo, del fare, adulto nella consapevolezza di ciò che è o è stato – “l’amore, beh, quello matura, s’invecchia”.
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Ed ora si può andare a dormire
L’hanno messa alla radio la canzone
Nello spazio richieste della sera
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Chiara Ferrari