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  1. Posso lodare il libro e odiare il titolo?
    Vedo la copertina e penso scettica se sia l’ennesimo caso di un buon contenuto con una presentazione mediocre – e direi che sia così. Non ho dubbi che l’autrice abbia visto Midnight in Paris di Woody Allen o Il favoloso mondo di Amelie Poulain, come tanti hanno fatto. La Parigi della James, però, l’ha vista solo lei – e forse suo marito e i suoi figli. Paris in Love è una storia d’amore intima e quotidiana tra una donna e una città descritta in gesti, odori e brevi paragrafi. È un diario episodico di una famiglia mentre si muove nella società parigina, circondata da visite di parenti più o meno originali, tra cui un chihuahua grasso e una storia a puntate sui vari tentativi per aiutarlo a perdere peso. La James si racconta tramite gli altri con ironia gentile – e autoironia costante. Alterna lievi aneddoti di inadeguatezza da americana a Parigi alla vita dei suoi figli, piccoli soggetti eccentrici alla ricerca di un loro posto, accompagnati dal suo essere madre premurosa e attenta, mai apprensiva. Condisce la contemporaneità con i ricordi della sua infanzia in una fattoria del Minnesota, approfondendo l’impatto del libro dal titolo banalotte, che rivela vittorie intime su malattie e indecisioni. L’amore per Parigi non è quello per l’estero, nè la modernissima fuga da un ambiente stretto o scomodo, è un attaccamento confidenziale prodotta dal contatto visivo ed emotivo con la bellezza, un altro modo di respirare il tempo della vita.



    Chiara Ferrari

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